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Montevago (Catania 1929) inventa nuove tecniche pittoriche ed è caposcuola di una nuova corrente chiamata "montevaghismo". Espone in varie città in Italia (Bologna, Taormina, Catania, Messina, Roma, Milano, Napoli, Monza, Firenze, ecc.) e all'estero.
Ha vari riconoscimenti pubblici e privati.
Recensito su moltissimi quotidiani, riviste e pubblicazioni d'arte, le sue opere sono in collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero. |
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Il libro d'arte Montevago.
La Sicilia. Le dimensioni della parola. Il piacere della civiltà,
a cura di Fabiola Giancotti, è disponibile sul sito.
Introduzione critica di Erik Battiston
Come intendere la pittura di Montevago senza il trauma? Terremoto. Vulcano. Trauma. Non più lo spettacolo della devastazione. Non più lo spettacolo dell’incantamento. Questione di pubblico e di evento: ben oltre la commedia e la tragedia. Il trauma senza visione. Il trauma, la violenza e la sua tranquillità. Terremoto. Vulcano. Trauma. Il bello che segue alla violenza. Il bello che segue al tempo. E la materia. La materia del trauma. Il trauma della terra. Terremoto. Vulcano. Trauma. Perché la terra non è più piatta. La terra: dove vivere. Vivere senza confini. I dominatori della terra si avvalgono ora dello spettacolo della devastazione ora dello spettacolo dell’incantamento. Ma questi dominatori nulla possono contro il trauma. Nulla possono contro il pubblico. E nulla contro la civiltà. Montevago, in breve, è il pittore dell’evento.
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Di Armando Verdiglione
Quanto noi — guardando, osservando, ascoltando — giungiamo a dire, a narrare e a scrivere intorno al testo di Montevago costituisce un preambolo per la lettura, che ancora resta. I supporti della presunta storia dell’arte, della letteratura, delle idee qui non reggono. Critici, galleristi, direttori di musei pubblici e privati, storici, scrittori, filologi se ne sono occupati. Ciascuno a suo modo. Ciascuno con il suo contributo. |
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Le Video interviste
al Maestro Montevago


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